Click4all in Silicon Valley: giorno 2

— Click4all trova casa a Berkley —

La seconda giornata ci porta a Palo Alto per incontrare il Prof. Alberto Salleo dell’Università di Stanford, un italiano che da oltre 15 anni lavora in Silicon Valley, interessato alla ricerca scientifica sulle tecnologie indossabili e sui circuiti flessibili.

Nel pomeriggio arriviamo al Ed Robert Campus, un edificio interamente occupato da spazi e laboratori dedicati al mondo delle disabilità.

Siamo a Berkley e si vede: un’intera parete all’ingresso dell’edificio è dominata da grandi riproduzioni fotografiche in bianco e nero di lotte e manifestazioni per i diritti delle persone con disabilità.

Jennifer Mc Donald Peltier, ci fa accomodare in una stanza del Center for Assistive Technologies. Ci sediamo attorno a un tavolo circondato da alcune postazioni informatiche dove le persone con disabilità che frequentano il centro possono provare soluzioni per supportare o migliorare il loro accesso al digitale. Ci sentiamo subito a casa: negli scaffali sono presenti ausili informatici di tutti i tipi, gli stessi che usiamo nel nostro lavoro in Italia.
Jennifer è molto accogliente ma non perde tempo in convenevoli. Apre il computer e appoggia il suo smartphone sul tavolo: “un portatile Apple e un telefono Android” chiosa con ironia. È una situazione che conosciamo bene: chi lavora nel mondo dell’accessibilità non può che essere un onnivoro digitale. Va dritta al punto e capiamo subito che sa già molte cose sul Click4all: “Scusate se vi interrogo” dice cominciando a prendere appunti al computer “ma sono davvero molto curiosa.”

Capiamo che con Jennifer non servono troppe parole e apriamo subito la scatola del kit. Jennifer fa una foto e commenta: “è una grande idea! Permettere alle persone di avere il proprio accesso digitale su misura anche utilizzando materiali poveri o oggetti stampati in 3D.” Ma la sfida, dice, non è solo rendere più economico e democratico l’accesso alle tecnologiche. Il problema è rendere accessibili i servizi alla persona. “Adesso va tanto di moda il crowdfunding per i gadget e le tecnologie. Ma quel che servirebbe è il crowdfunding per i servizi di cura e assistenza!” Soprattutto in un paese come gli Stati Uniti d’America dove una consulenza sulle tecnologie assistive può costare davvero cara perché pesa quasi interamente sulle spalle dei cittadini: “il nostro sistema sanitario è terrificante: il tempo che posso dedicare gratuitamente a un persona disabile è di 30 minuti. Dopodiché sono 100 dollari all’ora. Beati voi che potete quanto meno parlare di sistema sanitario nazionale!”

Nicola mostra il click4all a Jennifer

Per più di mezz’ora Jennifer continua a farci domande alternate da pause di riflessione e di scrittura al computer: vuole sapere tutto su Click4all, come se stesse preparando la scheda di uno strumento da inserire nella sua ausilioteca. Cogliamo la palla al balzo per darle un kit da provare nel suo centro. “Non so se sono la persona giusta per provarlo con assiduità” ci dice dopo un po’ di tentennamenti “ma ho già in mente un paio colleghi che si divertiranno molto a metterci le mani sopra.”

Ciao, a presto
Nicola e Luca 

Click4all è un progetto di Fondazione ASPHI onlus.
E’ in viaggio nella Silicon Valley avendo vinto il contest #MaketoCare  2016

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