Tecnologie personalizzabili per una didattica inclusiva

Valentina è un’insegnante di sostegno da otto anni; recentemente ha partecipato ad un laboratorio organizzato da ASPHI sull’uso delle tecnologie a supporto di strategie didattiche che favoriscano gli apprendimenti di tutti gli alunni. Le abbiamo chiesto di condividere con noi le sue riflessioni.

Ritieni importante l’uso delle tecnologie? Quanto conta la possibilità di personalizzarle?
Sì, le nuove tecnologie possono essere davvero molto utili a scuola, purché vengano scelte con cura, in relazione alla classe e/o allo studente con cui devono essere utilizzate. È fondamentale quindi capire qual è lo strumento tecnologico più adatto al soggetto cui è rivolto e allo scopo che ci si prefigge. Una volta operata questa scelta, soprattutto quando si lavora con alunni con bisogni specifici, risulta altrettanto importante personalizzare lo strumento in base alle particolari caratteristiche fisiche, cognitive, psicologiche dell’alunno.

un bambino e la sua insegnante usano un tablet per comunicare attraverso simboliQuello che faccio sempre e che ritengo di fondamentale importanza è documentarmi, cercare io stessa in primis software o applicazioni specifiche, provarle e selezionare quelle che a mio avviso risultano più utili rispetto agli obiettivi prefissati per il singolo studente. Su alcuni software o applicazioni ci sono arrivata a forza di cercare e cercare, soprattutto nel mondo del gratuito, per poi eventualmente valutare in un secondo momento se  passare all’acquisto di altri software o applicazioni più specifici.

Rispetto alla valutazione e personalizzazione in base alle capacità dello studente, mi viene in mente, ad esempio, l’uso di software per la comunicazione aumentativa alternativa, perché è molto utile poter arricchire l’archivio dei pittogrammi a disposizione con immagini legate alle persone, agli specifici interessi, ai gusti e alle attività che caratterizzano il vissuto di chi li utilizzerà.

Anche una semplice macchina fotografica può diventare  uno strumento per comunicare: seguendo le inclinazioni di un alunno, mi sono resa conto che grazie alle fotografie poteva far conoscere agli altri il suo mondo, ciò che gli piaceva e ciò che faceva. Poi, abbinando le fotografie scattate a brevi didascalie realizzate con i pittogrammi , abbiamo creato dei poster e un vero e proprio diario, che l’alunno mostrava e condivideva con gli altri con gioia.

cartellone con lettere, figure, simboli

Nei casi di disturbi specifici dell’apprendimento, talvolta può essere d’aiuto il semplice utilizzo di un software di videoscrittura oppure di un editor di testo con riconoscimento vocale. Può anche succedere di rendersi conto che per un  alunno siano più adatte le “vecchie” tecnologie. Ho affiancato, ad esempio, un ragazzo poco motivato, che doveva realizzare mappe mentali con il computer: in breve tempo diventò molto abile e propositivo, quando gli spiegai come utilizzare dei semplici post-it per realizzare le mappe sul banco. Poi le fotografava con il cellulare, rendendole così “digitali”. Anche questi sono esempi di personalizzazione.

Quali sono per te i facilitatori e/o gli ostacoli nell’uso delle tecnologie?
Il problema più grande è che le tecnologie ci sono ma non sappiamo utilizzarle in maniera competente ed efficace, ci vorrebbe un corso di formazione ampio e completo, oltre a un maggiore interesse ed investimento dall’alto, da parte della scuola. Quindi prima formazione, poi acquisto degli strumenti e poi, fondamentale, che i docenti imparino a personalizzare gli strumenti: senza questa attività di adattamento spesso gli strumenti rimangono inutilizzati.

Valentina con un’allieva e strumenti di lavoro

Come si è evoluta nel corso del tempo la tua attività di insegnante di sostegno?
Facendo esperienza e cercando di documentarmi e informarmi costantemente, mi sono pian piano aggiornata e ho cercato di modificare la mia proposta in base alle esigenze dei ragazzi. Cerco inoltre di confrontarmi con i colleghi e condividere le proposte.

In generale l’insegnante di sostegno svolge un compito delicato, complesso e anche molto coinvolgente dal punto di vista emotivo: lavorando a stretto contatto con persone che presentano bisogni educativi specifici, si viene a creare un forte legame, perché si condividono fallimenti e successi, insieme si impara a non fermarsi davanti alle difficoltà e a gioire per ciascuna vittoria, facendone tesoro. Le nuove tecnologie rappresentano senza dubbio uno strumento prezioso per facilitare il percorso di questi alunni. Permettono, ad esempio, di trovare nuovi canali di comunicazione e di condivisione con gli altri, consentono di facilitare lo studio e di poter esprimere potenzialità che altrimenti sarebbero rimaste nascoste. È un’esperienza incredibile vedere sul viso dell’alunno la felicità quando riesce a superare un ostacolo, ad interagire maggiormente con gli altri o a rendersi conto che ciò che pensava impossibile per lui, in realtà non lo è. Il bello del sostegno è questo, è un percorso di crescita che fai insieme al ragazzo, è  dire “vedo delle potenzialità”  e cercare di farle emergere.

Cosa potrebbe rendere più efficace l’uso degli strumenti tecnologici?
Sarebbe importante una maggiore formazione del personale docente, per far conoscere le diverse tipologie di strumenti tecnologici così da poterne valutare l’utilizzo e l’efficacia nella pratica didattica. Ciò sarebbe particolarmente importante per gli insegnanti di sostegno, che, lavorando a stretto contatto con gli alunni, li conoscono in modo più approfondito e possono perciò rendersi conto di quale sia lo strumento tecnologico più idoneo.  Insieme allo studente, i docenti possono poi personalizzare lo strumento  scelto per renderlo “su misura”, in modo che l’allievo possa utilizzarlo nel modo più autonomo possibile.
Sarebbe molto utile anche un aggiornamento sulle  metodologie didattiche che comprendono l’uso degli strumenti tecnologici, offrendo  percorsi di apprendimento in cui è possibile dare più spazio ai diversi stili cognitivi e alla grande variabilità che caratterizza gli alunni di in una classe. Una didattica che si avvale di tecnologie diverse, infatti, può rispondere in maniera più completa alle differenti esigenze degli studenti e favorire una maggiore inclusione.

 

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